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Nanochip di grafite da IBM

I ricercatori IBM hanno scoperto che la grafite – lo stesso materiale che si trova nelle matite – potrebbe servire per costruire circuiti nanoelettronici molto più piccoli di quelli usati oggi per i chip dei computer a base di silicio. La notizia è stata comunicata il 6 marzo scorso.

 

UNCLE HOOGE. L’informazione era nota, ma inapplicabile per l’elevata rumorosità dei dispositivi posti sulla stessa superficie di magle esagonali di atomi di carbonio. Il rumore è causato dall’effetto Hooge, dovuto agli elettroni che rimbalzano intorno ai dispositivi: già forte negli attuali dispositivi in silicio da 45 nm, scendendo di un ordine di grandezza il rumore s’impenna.
Il rapporto su questo lavoro, "Strong Suppression of Electrical Noise in Bilayer Graphene Nanoribbons", è pubblicato sulla rivista Nano Letters.

 

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Il 10 marzo, sempre presso il Thomas J. Watson Research Center, IBM e Hitachi collaboreranno per un’ulteriore riduzione delle dimensioni fisiche dei transistor verso dispositivi a 32 e 22 nanometri. Difficile pensare che non ci sia collegamento con gli studi sull’effetto Hooge.

 

Nell’immagine il doppio strato di grafene generato da IBM.

  1. 11 Marzo 2008 a 2:07 | #1

    ma in parole povere come combattono l’effetto hooge? thankxxxx

  2. 12 Marzo 2008 a 12:14 | #2

    Ciao, frequento spesso il blog 2.0 in cerca di notizie utili, grazie della visita.

  3. 14 Marzo 2008 a 11:17 | #3

    Lian, chiedo ad IBM e vedo che dicono. (Scusa il ritardo nella risposta)

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