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Bela in Birù

7 Maggio 2011

annaUn regno sabaudo in Sudamerica? Questa è la teoria che dona la vita a “La Bela del Birù”, il mio racconto di ucronia (storia alternativa) pubblicato nell’antologia Altri Risorgimenti che Bietti Editore presenta al Salone di Torino.
Anche quest’anno, come nel 2005 e nel 2008, sono presente al Salone del libro di Torino con qualcosa di mio.
Logo per i 150 anni dell'ItaliaNel caso specifico sono ben lieto di completare una trilogia alla quale tenevo tanto. Sia questa l’ultima battaglia (Se l’Italia, Vallecchi 2005) posticipava l’inizio del Medioevo secondo il filone che vede il vero crollo della latinità con l’avvento dell’Islam; Sangue di luna nera (Sul filo del rasoio, Supergiallo Mondadori 2010) è la cattura di un serial killer particolarmente immorale ambientata nell’Abruzzo, molti anni dopo una catastrofe planetaria. La bela del Birù ipotizza un diverso modo di giungere all’avventura garibaldina, ricostruito durante l’interrogatorio d’una bellissima spia dell’est europeo chiaramente ispirata ad Anna la rossa.

Locandina del libro "Altri Risorgimenti"Il titolo del racconto viene da due nomi dell’epoca: Rosa Teresa Vercellana, amante di Vittorio Emanuele futuro Re d’Italia, era detta la “Bela Rosin”; il Birù è il nome che per centinaia di anni è stato usato per una vasta area del Sudamerica, oggi confinata ad una ridotta area e detta Perù.

Tra l’altro il Perù e le ricorrenze italiche s’incrociarono anche cinquant’anni fa, generando il pregiato errore filatelico che va sotto il nome di “Gronchi rosa“.

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