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Saviano contro Cosenza

8 Febbraio 2012

L’ e-ditoria italiana spinge forte sugli e-book. L’estrema reticenza degli editori tradizionali nel dichiarare le copie effettivamente vendute impedisce di creare un’economia sostenibile lavorando su tutti i libri. L’e-book potrebbe sovvertire il fenomeno negativo, come è già successo con iTunes nella musica e come succederà a breve con i modelli 3D per la stampa di oggetti (ma questa è un’altra storia).

660 clic in 120 ore
Durante le 120 ore nelle quali questo post è stato in apertura, il blog ha ricevuto 660 visite.
Il post è stato in home di Tiscali Blog, l’ho proposto su Twitter e di lì su Linkedin e (dati bit.ly) ha avuto 9 retweet e 4 shares su Facebook. Crowdbooster mi indica 8.992 persone raggiunte con 2 retweet.

In gennaio l’e-book principe in Italia è stato Super Santos, di Roberto Saviano, in vendita a 1 euro. Lungamente secondo su Feltrinelli (più in basso su Amazon) è stato il saggio Social Media Roi di Vincenzo Cosenza. Oggi (mercoledì 8 febbraio) su Feltrinelli - Bestseller e-books è primo un Maigret a 5 euro, con Santos secondo e Roi terzo. Su Amazon è sparito.
Non so nulla dei dati di Saviano, ma ho potuto seguire molto da vicino i risultati di Social Media Roi che Vincenzo Cosenza ha pubblicato su per Apogeonline – qui la mia recensione. Non so se ci rendiamo conto: un testo tecnico a 10 euro ha rivaleggiato con un testo mediatico a 1 euro. Meditate, gente, meditate.

(Disclaimer: ho letto il libro durante la sua realizzazione e gentilmente Vincenzo mi ringrazia nell’introduzione).

Giorno per giorno l’autore mi ragguagliava su tutte le sue innumerevoli e ricchissime operazioni sui social media e su quante e quali avessero portato a clic verso gli store. In particolare Vincenzo ha analizzato i flussi che dal suo blog hanno portato agli store online, scoprendo che su 256 clic da acquirenti motivati il 63% verso lafeltrinelli.it e il 37% verso Amazon.it.
L’ebook è stato proposto in gennaio a 10 euro, mentre a febbraio è disponibile il cartaceo a 25 euro e l’e-book passa a 15.
Il libro rientra nella categoria “saggio a prezzo alto”. Non ho i dati di vendita ufficiali, ma sono quasi certo che si tratti di un record dovuto alla grande popolarità di Vincenzo come esperto.

Contro l’economia dell’exploit
Affermo senza problemi che l’editoria italiana è caratterizzata da due elementi:
1) punta sulla fortunosa riuscita di imprevedibili exploit di vendita, con relativa popolarità e guadagni ripianatori;
2) il pubblico vede questo approccio e pensa che TUTTI I LIBRI seguano percorsi e risultati da successo editoriale.
Anche il recente Narrativa12, l’incontro romano con Mondadori, ha ribadito tra gli altri questi punti essenziali.
A mio avviso l’avvento degli e-book potenzialmente scardina questo fatto, in quando i report di venduto sono automatici e giungono comodamente ed istantaneamente sul vostro smartphone (o tablet, o pc, o stele marmorea con opportuna interfaccia). Ovviamente avere i dati non vuol dire volerli divulgare, tant’è che molti editori anche avveduti se ne guardano bene comunque.

Contro l’economia dell’omissione
I dati, dunque. Ne ho nella categoria “narrativa a prezzo basso”, quindi non saggi né manuali, e li ricordo. Recentemente ha avuto grande successo in rete il mio post sui effettivi dati di vendita su tutte le piattaforme e-commerce di Kipple, microeditore italiano specializzato in fantascienza, che ha sì piazzato un eccellente exploit con oltre 1.000 copie vendute all’apertura di Amazon.it (ma anche su tutti gli altri siti collegati), ma ha registrato un venduto piccolo ma costante su altri 20 titoli e soprattutto ha portato un secondo racconto (Kipple pubblica molti testi brevi) verso un venduto sostenibile che entro fine anno potrebbe totalizzare 500 copie.
Precedentemente avevo scritto del venduto dichiarato da Neil Ostroff, scrittore americano di una certa fama, che con un po’ di promozione ha venduto circa 2.000 copie di due suoi e-book su Amazon a circa 1 euro l’uno. Neil è stato ben lieto del pezzo (Thanks, Leo. Looks great. I had my step-daughter translate), anche perché è un self publisher e quindi può essere più schietto di un publisher tradizionale. Ma ancora per poco.

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