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Nano Sapienza SNN-Lab

15 Febbraio 2012

Macchine quasi invisibili progettate e realizzate a Roma? Ebbene sì! L’inaugurazione dell’SNN-Lab, il nuovo laboratorio tecnologico dell’università La Sapienza di Roma, è stata sorprendente. Vedere insieme in una università italiana una microscopio elettronico SEM, due microscopi atomici AFM e un sequenziatore di Dna per un totale di circa tre milioni di euro di macchinari diversi nelle nanotecnologie sono una bella sensazione. Riconosco che la funzionalità di fresa nanometrica del SEM che spara ioni di gallio mi ha fatto un certo effetto, vista la gamma 1-10 nanometri. Con lo stesso sistema, ma con materiali compositi, si riesce anche a saldare!

Una versione di questo articolo è stata ripubblicata sul trimestrale di tecnologia “Voicecom News”, numero 1/2012.

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Qui il dettaglio della strumentazione. La speranza è che i grafi sociali delle persone che circondano le apparecchiature possano creare intercompetenze e quindi concimare un humus produttivo che faccia da moltiplicatore e non da semplice somma per difetto.

Verso Nanoforum 2012
Sentire la convinzione Marco Rossi nel confermare le attività economiche sul Lab fa piacere. Vedere Sabrina Sarto presentare la ricchissima attività con ottimo ritmo e grande tatto è una bella cosa. Altri elementi istituzionali li riferiscono svariati quotidiani e anche l’Ansa. Queste persone stanno svolgendo un grande lavoro di divulgazione, tra l’altro contribuendo anche al Nanoforum di settembre a Roma (disclaimer: anch’io sono coinvolto nel Nanoforum)
L’elemento a mio avviso determinante, senz’altro il più stupefacente, è stata l’eccezionale disponibilità dei professori nel raccontare, spiegare, dettagliare le loro attività all’interno del lab. Passione e disponibilità sono davvero insolite nell’università italiana, ancor di più a quel livello. Ci sono parecchi casi, certo, ma sono l’eccezione, non la regola.
Beh, all’SNN-Lab della Sapienza ci sono parecchie eccezioni: i miei personali complimenti a Gulino, Belfiore e Sarto.
Un dubbio m’è rimasto. Il lab è aperto alle PMI, ma io vedo poche possibilità nel Lazio e anche in Italia. Diciamo che per natura sono uno scettico. Certo non spetta al Lab in sé attivare la parte commerciale della filiera, e che ci sono altre vie (una per tutte, la Filas). Attendiamo le altre iniziative annunciate per l’area Sdo e per l’ex Regina Elena. Penso però che una comunicazione opportuna potrebbe aiutare. E allora proviamoci: serve affittare a tempo, con o senza operatore, un Sem, un Afm o un sequenziatore di genoma? Prego, cliccate qui.
Non contento, ho poi avuto un follow-up con Belfiore, i cui esperimenti per me sono i più interessanti. Tra le sue precisazioni c’è il numero di brevetti: “sono due, la cerniera flessibile e la piattaforma filoguidata“, mi ha detto; “nel brevetto c’è anche la versione 3D”.
Al momento i risultati sono estremamente incoraggianti ma sempre a livello di test di laboratorio, non ancora applicativo.

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