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Crimini in 3D

Non ci possiamo aspettare in ufficio una tecnologia così elevata come quella che abbiamo a casa. Questa frase sta risagomando la mia percezione della realtà. E’ la summa dei capovolgimenti totali che abbiamo vissuto dalla nascita del PC ad oggi. BYOD -bring your own device- porta il tuo dispositivo non solo con te, ma anche in ufficio. Il modello tecnologico portato dal personal computer e dal Mac è stato sovvertito dal telefonino/smartphone: la tecnologia più aggiornata è nella tasca del singolo e non sul tavolo del dipendente.
Questa situazione avvantaggia anche il ladro, singolo o in piccoli gruppi, rispetto alla società delle persone. Come sempre, qualsiasi tecnologia intesa come estensione delle capacità fisiche, energetiche o sensoriali dell’uomo ha una doppia valenza, positiva o negativa, il cui impiego dipende dall’uomo e non dalla tecnologia stessa.

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In particolare la possibilità di “scrivere” immagini 3D piccole o grandi pone nuove sfide dell’onestà contro la criminalità. Esempi? stampare in casa un perfetto coperchio per skimmer, il dispositivo che poggiato sul vero bancomat copia i dati delle tessere, oppure risalire alle caratteristiche di casa vostra grazie ai dati del Kinect (oggi solo per Xbox ma a giorni anche per tutti gli elaboratori con Windows: io lo ho già).
Ne ho parlato in un articolo pubblicato sulla rivista Security e che grazie all’accordo con l’editore è disponibile in pdf.

La stampa di oggetti è una tecnologia di oltre 20 anni di età che recentemente prova ad entrare nelle case. Una sua disponibilità anche limitata modificherà il nostro approccio sia alla produzione industriale e personale e personalizzazione dei prodotti. Me ne sto occupando attivamente, come ho già riferito su Sftech.

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