Stampare case

7 Settembre 2012

Da anni seguo la stampa 3D in tutte le sue salse, compresi gli usi in architettura. Conosco il lavoro della D-shape di Enrico Dini. Negli ultimi tempi Behrokh Khoshnevis si è proclamato “inventor of Contour Crafting”, un sistema per stampare case.
Cosa può voler dire stampare case? Semplice, a parole: si sviluppa una struttura aperta in tubi che sostiene una specie di betoniera che succhia materiale da una parte e la sputazza altrove, via via costruendo un edificio (o una qualsiasi struttura). Come sempre quando si parla di stampa 3D si tratta di una reingegnerizzazione dei processi: in questo caso, anziché succhia materiale per fare mattoni, foratini o semilavorati, trasportarli sul luogo ed assemblarli, si salta il processo intermedio e si va direttamente alla forma finale.

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Case su Marte?

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Chi ha fatto cosa? A che punto siamo, idea, prototipo o industria?
A parte per il materiale (cemento anziché sabbia), dalla videodescrizione a me sembrava lo stesso processo. Ho chiesto allora lumi ad Enrico Dini, che mi ha spiegato che mi sbagliavo e perché. Mi approprio della risposta, rendendola pubblicabile.
Si tratta di due processi diversi.
Khoshnevis estrude pasta cementizia con fibre polimeriche tramite un ugello azionato in x,y,z in interpolazione d’asse (qui un video su Khoshnevis).
Dini scrive letteralmente l’immagine del piano sezione di un oggetto su pagine di sabbia di 5 mm di spessore (qui un video su Dini). Questo processo fu inventato al Mit alla fine degli anni ’80, ma è stato scalato a livello di architettura da Dini.

House on Mars?
Come materiale il cemento è meglio della sabbia.
Le forme che può ottenere Dini, invece, sono assai più libere grazie all’effetto cassero offerto dalla sabbia che non viene solidificata.
“Lui non può stampare una sfera con dentro una palla al centro, io sì”, ha commentato Enrico.
D-Shape ha molte prove concrete in circolazione. Negli anni ha stampato (ottimo) e venduto (centrale) molti oggetti proponendosi sul mercato. Purtroppo per mancanza di risorse -aziendali e pubbliche- non è stato possibile difendere con brevetti le tante idee realizzate e funzionanti.
Per questo D-shape è a Londra. “Aspetta qualche anno e vedrai delle belle cose fatte con D-shape“, dice Enrico. It’s a God-awful small affair, direbbe qualcuno, parafrasando David Bowie.
Stampare case dalla sabbia è essenziale per i sogni degli uomini sulla Terra: si pensi all’Africa, alla penisola arabica, alla Mongolia ma anche a molti altri luoghi più piccoli ma altrettanto sabbiosi). Gli scienziati invece pensano molto ad altre sabbie, da quelle lunari a quelle marziane.
Io fremo, e voi?

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