Home > Argomenti vari, libri > Fantacorrente Connettivista

Fantacorrente Connettivista

3 Dicembre 2012

Il connettivismo è una corrente letteraria fantascientifica che in Italia ha ormai otto anni. Da venerdì 26 a domenica 28 ottobre, presso il centro culturale Elsa Morante a Roma, si è tenuta la NeXT-Fest, la prima convention romana del movimento connettivista. Per una lunga cronaca rimando alla quadrilogia scritta da Giovanni De Matteo, a mio avviso suo principale esponente italiano, nella pungente e a tratti astiosa pentalogia dall’illuminante titolo Guida galattica per non connettivisti.

Prologo Parte 1 Parte 2 Parte 3 Postilla

273 clic in 48 ore
Al momento della pubblicazione di questo post, il contatore del blog indicava 169.278 visite.

Il connettivismo nasce prima della omonima corrente fantascientifica. E’ un recente approccio all’apprendimento secondo il quale l’apprendimento è la creazione e navigazione di reti. Il fondamento teorico è che la conoscenza è in rete e distribuita, e che le reti sono composte da elementi connessi.

In quanto movimento letterario di assorbimento scientifico, il connettivismo si presenta troppo ampio per poter dar vita ad un vero e proprio movimento coeso e condiviso. E’ però perfino banale dire che esistono in Italia svariati scrittori che più o meno esplicitamente hanno elementi di questo tipo: condivido quindi il pensiero che esistano scrittori connettivisti.

Due le mie critiche al movimento. La prima è che citano troppi padri, ispiratori e affini del presunto movimento, rendendosi quasi inascoltabili in pubbliche riunioni, e mostrando una presunzione che so per certo non essere dei singoli attivisti (che conosco uno ad uno). La seconda è che attrarre a sé personaggi di indubbia presa sul pubblico nazionale (Sergio Altieri, Luigi Cozzi) e internazionale (Bruce Sterling) non è a mio avviso un fatto positivo per il movimento.

Colpevolmente non ho ancora letto nulla di Sergio Battisti, mentre conosco bene (e dovreste anche voi, qui su Sftech) Francesco Verso, Mario Gazzola e Giovanni De Matteo. Conosco bene l’opera di altri affiliati, come Lukha Kremo Baroncini e Dario Tonani.

Ma molti dei loro libri sono più che leggibili. Altri, ancora in preparazione (ma a me già noti B-DDD), forse lo sono di più. E portare una cinquantina di persone al giorno per tre giorni consecutivi in un centro romano bellissimo ma difficile da raggiungere è certamente un indice d’interesse del pubblico.

I commenti sono chiusi.