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Archivio per la categoria ‘socialmedia’

68 mesi fa

25 Aprile 2013 Commenti chiusi

Duecentomila clic sono tanti, per un blog. Ancor di più se l’argomento è la tecnologia, quello che non rientra in nessuna classifica se non si fanno recensioni di oggetti di culto come l’aifò o l’andrò: quelli duecentomila li fanno in un giorno.

Eppure Sftech, il mio blog su scienza, fantascienza e tecnologia, ha raggiunto questo traguardo. Certo, esiste da 68 mesi. Nacque all’interno d’una iniziativa di promozione della precedente piattaforma di Tiscali e decisi di portarla avanti quando le cose cambiarono e via via si giunse alla forma attuale.
Scelsi invece di uccidere il blog gemello, Crimen. Anni dopo l’ho ritrovato nientemeno che in edicola, mi verrebbe da dire, perché Giallo -il recente tentativo di Cairo- mi sembra molto simile al mio vecchio blog, che poteva permettersi di essere più crudo. Insomma, neanche Crimen era una brutta idea, imprenditorialmente parlando.

Cinquemila clic al mese
Tornando a Sftech, nella prima fase avevo i dati delle statistiche interne, quindi sapevo tutto dei miei visitatori. Mi pare di ricordare che nei primi 11-12 mesi, fino a luglio 2008, raccolsi 60 mila clic. Dopo mesi non ho più avuto accesso alle statistiche reali dei blog, quindi non so dirvi quanti di quei duecentomila siano derivati dalle tante iniziative maliziose che pullulano nella parte automatica della Rete.
Curiosamente i primi due post furono su argomenti ancora attuali, come la stampa 3D (adesso se ne parla molto, allora di meno) e proprio i blog.

Decisi di continuare
Tra agosto 2008 e dicembre 2011 raccolsi circa altri 60 mila clic. Sono altri 41 mesi.
A fine dicembre 2011 avevo raccolto circa 118 mila clic e da allora seguo l’evoluzione dei post dall’esterno, scrivendo quanti clic e in quante ore hanno ricevuto. So quindi che essere segnalati da Tiscali ha spesso un effetto premiante (che per me vale in genere 500-1000 clic nel primo giorno, ma se il post non piace anche niente, eh) e che la piattaforma mi porta in generale tra 150 e 200 clic al giorno quando ci sono post nuovi e circa 50 clic quando il post è vecchio. Quando uso altri sistemi di verifica (tipo bit.ly) il mio account twitter mi regala alcune centinaia di clic in più, specialmente stranieri, soprattutto se linko direttamente la traduzione con Google translate (alle volte la faccio io: ma voi quando scrivete i post state attenti a farlo in modo che Google capisca cosa scrivete? B-D)
Adesso ho raccolto 80 mila clic in 16 mesi. Valgono quasi quanto i primi 60mila in 11 mesi. Spesso faccio riferimenti incrociati da e verso altri miei siti gestiti con WordPress: alzo il presunto ranking di tutto, certo, ma soprattutto mi faccio un’idea della effettiva rilevanza dei post di Sftech. E decido di continuare.

Amici
Mi chiedo che percentuale di blog abbia varcato i 68 mesi. Dei miei amici di allora non ne sento più nessuno: non hanno resistito. Ho incontrato per un attimo uno di loro, ma non abbiamo ripreso a sentirci.
Ancor di più mi chiedo quanti dei blog di quella fase di Tiscali abbiano resistito. Se avete qualche risposta, i commenti sono aperti.

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Sensi aumentati

25 Marzo 2013 Commenti chiusi

L’Internet delle cose italiane accelera e a fine anno probabilmente supererà il valore complessivo di un miliardo di euro. A fine 2012 il valore reale ha superato gli 800 milioni di euro (SoM/Polimi) con una forte crescita del numero di oggetti connessi tramite Sim (25%).
Volete saperne di più? Stasera alle 18.30 c’è un evento in diretta streaming su Youtube a questo indirizzo: un’oretta per sapere cosa si fa a livello lavorativo con il Kinect ed altri sensori, compresi quelli dei prossimi smartphone, nelle start-up italiane.
Modero l’incontro, un “hangout”, nell’ambito di Cloud Seed by Seeweb, il programma rivolto a facilitare e premiare le start-up che operano nel cloud italiano.
Sensori, interfacce naturali, dati multistrutturati ed analytics sono collegati indissolubilmente in molti modi, finora per lo più inesplorati. A breve termine, la scienza delle decisioni esplorerà anche eventi complessi e finora poco associati al binomio sensori/big data, come ad esempio l’acquisto di una casa, l’espansione di una piccola impresa o addirittura il successo di un matrimonio, prima che si verifichino.
Anche in Italia c’è fermento su queste rivoluzioni di processo, particolarmente nell’hardware di base, un’area nella quale c’è necessità di fare sistema. Per iniziare ad occuparvene con il piede giusto, seguite quindi l’hangout di lunedì 25 marzo, dalle ore 18.30, organizzato da Cloudseed by Seeweb.

Informazioni per tutti, inclusi makers
Alcuni argomenti sono pienamente tra quelli che proponiamo con la Makers University, altri meno. Al Sensor Hangout sono stati invitati Luca Liparulo (IctInnova), Graziano Terenzi (ArMedia), Carlo Zuccari (OnTheBrain) e Giorgio Natili (Codeinvaders).
Partecipate! Se proprio non riuscite a collegarvi in diretta, la tecnologia Google mette il video direttamente on-line sullo stesso canale, per fruizioni in differita.

Al momento della pubblicazione, il contatore di questo blog segnava 192.423 visite.

Fiumi di lettori

7 Novembre 2012 Commenti chiusi

I libri sono vecchi? Forse ancora non li conosciamo. E’ possibile sfruttare molto meglio il materiale in romanzi e saggi, come tante lezioni ci stanno insegnando: crowdfunding in primis, ma anche il corretto sfruttamento di blog e siti, di Twitter e Facebook, di Foursquare e Pinterest. Il caso eBrooks.

Lettori: rigagnoli da far diventare fiumi
Non chiamateli social media, chiamateli media ed imparate ad usarli. Non chiamateli ebook, chiamateli libri ed imparate ad usarli. L’editoria odierna già usava i media in maniera disorganica: oggi che ci sono più canali ed infiniti linguaggi la situazione è peggiorata. Piccolo o medio che sia, l’editore prova a fare in digitale quello che ha fatto finora su carta, risparmiando i costi della carta (e il relativo rischio imprenditoriale) ed ottenendo condizioni di distribuzione on-line leggermente più vantaggiose rispetto al passato. Ma non serve a molto, perché la frammentazione dell’audience è a grana fine e va assecondata per competere su un mercato vivo, anche cartaceo ma principalmente digitale.

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Transmedia generation

9 Luglio 2012 Commenti chiusi

Henry Jenkins, riconosciuto guru del transmedia, ha dunque tenuto il suo primo talk italiano allo Ied di Roma lo scorso 9 giugno. E’ stato deludente. Jenkins ha parlato pochissimo di transmedia e abbastanza di spreadable media, che è il suo attuale focus. Più che la generazione del messaggio, Jenkins parla ora degli stili di circolazione. Abbiamo sempre davanti casi particolari di contenuti che nascono nel disinteresse e che improvvisamente ed imprevedibilmente diventano di successo. Oggi come oggi li chiamiamo exploit: succedono, polarizzano sogni e sforzi ma non sono replicabili quindi la realtà è diversa. E anche a costo di farselo piratare, aggiungiamo noi, il contenuto deve circolare anche senza controllo. “If it doesn’t spread, it’s dead”, dicono gli appassionati di spreadable media e di participatory culture. Con buona pace della content creation, della curation e della qualità del contenuto in sé. (Tratto da un mio articolo sulla gestione dei contenuti pubblicato su 01Net)

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L’iPad di Pedullà

21 Giugno 2012 Commenti chiusi

Second screen come rinnovamento della Tv? Possono i social network dare nuova linfa al vecchio scatolotto, sempre più piatto per forma e contenuti? Forse sì, forse no. Ma ogni tanto qualche idea si vede. Ad esempio nelle trasmissioni di seconda serata di Sportitalia ed in particolare di quelle della coppia Pedullà e Criscitiello.

Criscitiello e Pedullà
Michele Criscitiello ha solo 28 anni e già da qualche anno ha un ruolo di preminenza su SportItalia (canale 60/61/62) e Tuttomercatoweb. E’ un martello pneumatico, conduce con estrema energia e probabilmente l’età ancora giovanissima lo porta qualche volta ad andare sopra le righe.
Alfredo Pedullà è un caso diverso. E’ più maturo (è del 1964), una pagina su wikipedia e una carriera ancora in ascesa. Esperto di calcio e di calcio mercato, ha portato a Sportitalia il second screen sotto forma della sua bacheca di Facebook, che consulta freneticamente dal suo iPad.

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