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Mortadella di Capponi

13 Maggio 2013 Commenti chiusi

Se vuoi sapere qualcosa su un argomento devi provare a scrivere un libro. E un’idea che mi piace moltissimo e so che una guida, un manuale, aiuta. Di guide utili, ma leggibili come romanzi, ce ne sono poche. E leggerle è piacevole per chiunque voglia passare alcune ore in modo diverso dal solito, aprendo porte su stanze nuove dove passare qualche ora in modo piacevole; se possibile, imparando qualcosa di interessante.
Una di queste guide è Una pura questione di mortadelle – Saggio d’eresia storica, Bietti 2012. Se volete sapere con sintesi ed arguzia come scrivere un saggio, questo è il libro che fa per voi. Di lavori dello stesso tipo ne leggo e sfoglio diversi, ma questo è particolare.
Ne è autore Niccolò Capponi, fiorentino, norcino, divulgatore storico, professore e conte, probabilmente in questo esatto ordine. Niccolò è un personaggio notevole. L’ho conosciuto alla presentazione romana di quello che definirei un libro dal titolo sforzato (ma dai contenuti interessanti), pubblicato per un piccolo editore (che ben conosco: si veda in fondo al post).
Per gran parte, la “Mortadella” si attaglia a saggi di qualsiasi argomento. Ma non è generico: il suo specifico è sui saggi di storia inclusiva, quella il cui scopo è sì informare, ma anche intrattenere. Il testo è diviso in due sezioni: prima un breve saggio (circa 130 pagine), poi una fiction di storia inventata (70 pagine), ad intrattenere il lettore e a mostrare come si possa confezionare un altro tipo di prodotto editoriale. Non ho ancora letto la seconda parte: magari attendo che il sito di Capponi sia nuovamente on-line.

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Niccolò Capponi ha pubblicato diversi libri con il Saggiatore: Lepanto 1571 (2008), La battaglia di Anghiari (2011) e Il principe inesistente. La vita e i tempi di Machiavelli (2012), anche tradotti in inglese. Competenze supplementari
Annoto ora alcune cose che impreziosiscono l’esperienza di lettura delle “Mortadelle”.
1) La differenza tra accademia, ostentazione, erudizione, cultura e compilazione è spiegata (ed esemplificata) frequentemente e con gran leggerezza;
2) l’autore si rivolge spesso al lettore, direttamente o quasi, e anche questa è una piccola eresia (che a me, se ben fatta, è sempre piaciuta);
3) la “competenza supplementare” citata nel titoletto. Per me è bello che vengano fatti esempi ed osservazioni con riferimenti culturali non casuali, bensì facenti parte di uno stesso corpus. Nell’Eresia ce ne sono addirittura due: uno, le mortadelle, è dichiarato già nel titolo; un secondo è usato in ogni dove, ed è la competenza nelle armi. Ma la parte bella, vi confesso, è che lo fa ma non lo dice mai. (Nella presentazione pubblica sì: Niccolò ha “chiesto scusa” per i suoi riferimenti militari, ad armi e disposizioni; nel testo non mi pare).

Disclaimer #1. Sono rimasto talmente affascinato (e sovrastato) da questo mio coetaneo da avergli chiesto se volesse rileggere un mio romanzaccio storico in perenne riscrittura.

Disclaimer #2. A suo tempo pubblicai con Bietti un racconto di ucronia, La Bela del Birù. Un altro mio racconto finì in un’altra antologia della quale si persero le tracce prima della pubblicazione.

Un elenco dei miei post principali sull’editoria (cartacea ed elettronica) è pubblicato qui.

Leggere il gesto

17 Gennaio 2013 2 commenti

(immagine presa da The Verge)

Il corpo umano permette gesti e posizioni la cui interpretazione automatica è oggi ipotizzabile. Il Kinect e più in generale la scansione 3D m’interessa molto e cerco di tenermi informato. Alcuni progetti possibili richiederebbero uno staff maggiore di quello sul quale potrei contare al momento, quindi cerco di ampliare la mia rete sociale specializzata su questo argomento.
Per queste cose spesso mi rivolgo a Linkedin, la rete sociale professionale alla quale sono registrato dal 2005. Stavolta ho postato su un gruppo internazionale di programmatori Kinect e da allora ogni due-tre giorni ricevo una segnalazione interessante. Questo è un ottimo risultato: con ciascuno di loro, su mail privata, sono più preciso per evitare di creare incomprensioni e ritorni negativi di reputazione.
Il post era generico ma è diventato subito il più seguito, come segnalano gli strumenti automatici di analisi di Linkedin (l’immagine che pubblico è ricostruita ed offuscata per motivi di rispetto e privacy).
Il 2012 è stato un anno importante per il mondo Makers, che seguo con passione. Ho fondato la Makers University, che vorrei rendere un punto di aggregazione per Roma e l’Italia, ma molte altre e più importanti iniziative stanno fiorendo in giro per l’Italia.

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In particolare, a giugno ottobre 2013 Roma ospiterà una grande Maker Faire, voluta da Massimo Banzi (cofounder e volto di Arduino): sarà l’occasione per vedere se e come il movimento nostrano sia ricettivo a questo tipo d’impulsi.
Un primo tentativo è stato fatto a Makers Italy, troppo pallido per essere in salute. Per ora personalmente posso dire che noi italiani continuiamo ad essere particolarmente bravi a dividerci in gruppetti che concludono poco. Sembra una propensione solo politica, ma nella mia esperienza è proprio connaturato nel comportamento italico, che non fa mai massa critica.

Tutto quello che so sul 3D
Qui di seguito elenco i post sul mondo Maker che ho pubblicato su Sftech nel corso del 2012. Altri materiali sono disponibili sul sito della Makers University.

16 novembre
Instàllati nel futuro: partecipa alla rivoluzione Makers!

7 ottobre
La fabbrica sul tavolo?

7 settembre
Stampare case

28 aprile
Stàmpati ‘na pastiglia

10 aprile
Game + Byod, la vita cambia

Un approfondimento dal Byod al Cope è disponibile qui (pdf)

27 marzo
Nanobolle e stampa di oggetti

26 marzo 2012
I Big Data siamo noi!

12 marzo
Violino stampato

20 febbraio
Crimini in 3D

15 febbraio
Nano Sapienza SNN-Lab

Apple, il vero boom

31 Dicembre 2012 Commenti chiusi

Sapete qual è il prodotto migliore di Steve Jobs? Tranquilli, non lo sapete e non è tecnologico: è la catena di negozi al dettaglio Apple Store. Come e perché ve lo dice Antonio Dini(nella foto di copertina del post), in un racconto che spiega come la tecnologia non sia mai la parte più forte del mondo. Non-luogo Apple è breve e si legge d’un fiato: respiratelo anche voi!

Qualche piccolo effetto "social" c'è, alla fin fine! B-)

"Non-luogo Apple" come integrazione alla biografia ufficiale

Ideale per chi vuol davvero capire come si fa business anche nel mondo apparentemente digitale, e come fare start-up a 360 gradi in un mondo nel quale spesso si pensa che un’app o un sito web siano tutto nella vita.

Adesso rubo la scena ad Antonio e passo ad altro. Oltre a parlarne, di e-book ne faccio anche. Venite a scaricare gratuitamente le proposte di e-Brooks, il sito dove insieme ad alcuni autori ci riproponiamo, nientemeno, di ripensare la catena di creazione del valore ora che c’è il digitale, senza limitarci a ripetere gli errori del passato. Aiutaci a farcela!

Scarica gratuitamente Mai più Maya di Marco Casolino

Scarica gratuitamente Gamifying Mr. President di Marco Minicangeli

Entra nel mondo di Aztechi Templari, di Leo Sorge

Tutto quello che so sui libri elettronici

Qui di seguito ecco i post sugli ebook pubblicati su Sftech negli ultimi due anni. Sono ricchi di video, interviste, numeri, scambi con i protagonisti. E sono ancora attuali: provar per credere!

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Da scrittore ad editore

21 Dicembre 2012 Commenti chiusi

APE: Author, Publisher, Entrepreneur, sono le tre anime che devono convivere in chi voglia sfruttare il digitale per pubblicare libri (suoi o di chiunque altri). E’ il parere di Guy Kawasaki e Shawn Welch, autori statunitensi di svariati manuali per geek e tecnici, che hanno condensato la loro recente esperienza in un ebook di 320 pagine, in vendita (inizialmente solo) su Amazon a 10 dollari.

Ho pubblicato la recensione il 21 dicembre. Lo stesso giorno Shawn Welch, uno dei due autori, mi ha raggiunto su Twitter ed ha commentato questa recensione con due messaggi consecutivi, uno pubblico ed uno privato:
@leosorge thanks for the review!
I was able to read your review because of Google Translate :)

Sono a mia volta APE con le collane di eBrooks.it -oltre 500 download dell’ebook gratuito Mai Più Maya-, quindi ho trovato interessante il testo.

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Instàllati nel futuro: partecipa alla rivoluzione Makers!

16 Novembre 2012 Commenti chiusi

Regalati mezza giornata di aggiornamento alla Makers University di Roma: modellazione, acquisizione, preparazione, stampa, assemblaggio e robotica per gli artigiani digitali (20 novembre).
Makers University propone per il secondo anno un evento gratuito a Roma dedicato alla fabbrica in casa e alla sua fisica. Quest’anno l’evento si tiene al Cowo360, lo spazio coworking (altro fenomeno da seguire) vicino a Stazione Tiburtina.
Come già nel 2011, quando siamo stati i primi in Italia, vi attendono i migliori esperti e consulenti italiani della Rivoluzione Makers: Alessandro Ranellucci (creatore di Slic3r e del suo modello fluidodinamico), Lorenzo Cantini (creatore delle stampanti 3D italiane Galileo e della loro meccanica), Federico Baciocchi, investigatore della realtà vista dal Kinect, Michele Calvano (formatore di MCarchitetture e Paolo Cirinei (titolare del portale Robot Domestici). Li trovate insieme il pomeriggio di martedì 20 novembre, nell’Hobbyist Day: registratevi gratuitamente.
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Fiumi di lettori

7 Novembre 2012 Commenti chiusi

I libri sono vecchi? Forse ancora non li conosciamo. E’ possibile sfruttare molto meglio il materiale in romanzi e saggi, come tante lezioni ci stanno insegnando: crowdfunding in primis, ma anche il corretto sfruttamento di blog e siti, di Twitter e Facebook, di Foursquare e Pinterest. Il caso eBrooks.

Lettori: rigagnoli da far diventare fiumi
Non chiamateli social media, chiamateli media ed imparate ad usarli. Non chiamateli ebook, chiamateli libri ed imparate ad usarli. L’editoria odierna già usava i media in maniera disorganica: oggi che ci sono più canali ed infiniti linguaggi la situazione è peggiorata. Piccolo o medio che sia, l’editore prova a fare in digitale quello che ha fatto finora su carta, risparmiando i costi della carta (e il relativo rischio imprenditoriale) ed ottenendo condizioni di distribuzione on-line leggermente più vantaggiose rispetto al passato. Ma non serve a molto, perché la frammentazione dell’audience è a grana fine e va assecondata per competere su un mercato vivo, anche cartaceo ma principalmente digitale.

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La fabbrica in casa?

7 Ottobre 2012 Commenti chiusi

Il movimento Makers è sempre più in evidenza nel mondo. Svariati influencers mondiali ne parlano da punti di vista diversi: Chris Anderson ne ha fatto un saggio mondiale, a suo tempo Cory Doctorow li romanzò e a me piace molto il Futuro Artigiano visto dall’italiano Stefano Micelli.
Siamo forse al culmine di un primo boom? E’ questa una delle domande che si pone Jon Evans di Techcrunch, a far da contraltare all’esagerato ottimismo che pervade oggi il settore. C’è infatti chi sostiene che la stampa 3D a casa sta uccidendo l’industria manifatturiera, ben rappresentati da John Biggs.

Nell’immagine i pezzi stampabili di una 3Dprinter Prusa dell’anno scorso

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Stampare case

7 Settembre 2012 Commenti chiusi

Da anni seguo la stampa 3D in tutte le sue salse, compresi gli usi in architettura. Conosco il lavoro della D-shape di Enrico Dini. Negli ultimi tempi Behrokh Khoshnevis si è proclamato “inventor of Contour Crafting”, un sistema per stampare case.
Cosa può voler dire stampare case? Semplice, a parole: si sviluppa una struttura aperta in tubi che sostiene una specie di betoniera che succhia materiale da una parte e la sputazza altrove, via via costruendo un edificio (o una qualsiasi struttura). Come sempre quando si parla di stampa 3D si tratta di una reingegnerizzazione dei processi: in questo caso, anziché succhia materiale per fare mattoni, foratini o semilavorati, trasportarli sul luogo ed assemblarli, si salta il processo intermedio e si va direttamente alla forma finale.

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Arcana Historia

19 Agosto 2012 Commenti chiusi

Quei segreti non esistono, e comunque bisogna evitare che la storia si confonda con la cronaca. Cento documenti originali finora conservati nell’Archivio Segreto Vaticano e ora disponibili in piena luce danno nome all’esposizione Lux in Arcana. Il nome stesso di questo archivio fa tremare storici e romanzieri, per gli incredibili segreti che si dice ci siano conservati. “Quei segreti non esistono”, m’ha assicurato Pier Paolo Gentili, uno dei tre ricercatori (con Marco Maiorino e Gianni Venditti) che hanno sviluppato la parte scientifica dell’esposizione.
Lux in Arcana è una mostra imperdibile: veder scorrere tempo, geografia e tecnologia nelle cento pagine esposte è una emozione veramente grande.

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Transmedia generation

9 Luglio 2012 Commenti chiusi

Henry Jenkins, riconosciuto guru del transmedia, ha dunque tenuto il suo primo talk italiano allo Ied di Roma lo scorso 9 giugno. E’ stato deludente. Jenkins ha parlato pochissimo di transmedia e abbastanza di spreadable media, che è il suo attuale focus. Più che la generazione del messaggio, Jenkins parla ora degli stili di circolazione. Abbiamo sempre davanti casi particolari di contenuti che nascono nel disinteresse e che improvvisamente ed imprevedibilmente diventano di successo. Oggi come oggi li chiamiamo exploit: succedono, polarizzano sogni e sforzi ma non sono replicabili quindi la realtà è diversa. E anche a costo di farselo piratare, aggiungiamo noi, il contenuto deve circolare anche senza controllo. “If it doesn’t spread, it’s dead”, dicono gli appassionati di spreadable media e di participatory culture. Con buona pace della content creation, della curation e della qualità del contenuto in sé. (Tratto da un mio articolo sulla gestione dei contenuti pubblicato su 01Net)

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