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Batterie quantistiche

7 Marzo 2013 Commenti chiusi

La batteria perfetta, piccola e sagomabile ma dalla durata indefinita o quasi, non esiste. Quelle reali immagazzinano energia in maniera inefficiente, disperdono parte dell’energia e con l’uso si deteriorano.
Certo le applicazioni d’un dispositivo ottimizzato sarebbero infinite.
E’ un sogno, certo. O forse no: due fisici teorici hanno recentemente ipotizzato, con numeri e modelli, che l’energia dei quanti può essere usata in batterie ideali. La materia memorizza energia in modi diversi, elementarmente associate allo stato quantico.
Se per le batterie si potessero scegliere le sole componenti a più alto stato quantico, dicono Alicki e Fannes, l’energia sarebbe maggiore e il comportamento più simile a quello ideale.
Fantastico, no? Ma c’è di più: si potrebbe sfruttare l’entanglement, la correlazione (sempre quantistica) tra particelle, che mette a disposizione una quantità incalcolabile di energia in modalità quasi immediata.
Ma quanto immediata? Un altro studio ci dice anche questo, o meglio ci approsima alla verità. L’entanglement è per definizione “immediato”, anche se proprio-proprio immediato non può essere, ma certamente è più veloce della luce. Un altro gruppo di fisici, stavolta cinesi, ha valutato il limite inferiore di questa velocità, scoprendo che è maggiore di quello della luce di almeno diecimila volte, quattro ordini di grandezza.
Potrebbe essere molto più veloce, ma la strumentazione attuale non ci permette di stabilirlo (ancora).

Dimenticavo: se v’interessa la fisica quantistica e volete capirne gli elementi principali, guardate questo video di Cristina Seravalli.

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Nimtz: Informazione più veloce della luce?

7 Novembre 2007 Commenti chiusi

Il caposaldo della scienza moderna è la relatività di Einstein, che dice, tra l’altro, che né informazione né tampoco materia possono (macroscopicamente) viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, a meno d’investire energia "infinita". Questo punto di vista, non insolito in fisica, è trattato sia nella dinamica quantistica sia in altri punti di vista che discutono l’invarianza spaziale e temporale della velocità massima (al riguardo ricordo il bellissimo "Più veloce della luce" di Joao Magueijo).
Lo stesso Isaac Asimov, scienziato prima di diventare scrittore, inventò un documento apparentemente vero nel quale dichiarava di aver scoperto la "tiotimolina", sostanza capace di anticipare le cause. In questa stessa direzione l’italiano Francesco Grasso scrisse Overclocking, da me pubblicato nel mio libro "Senza Fili" (Apogeo 2005).
Insomma, ogni tanto qualcuno dichiara di aver superato la velocità della luce. In tempi recenti l’ha fatto un tedesco dell’università di Coblenza, Gunter Nimtz, dicendo di essere in grado di trasmettere informazione a velocità largamente superiore a quella della luce: lo sostiene dal 1994, ma nel 2007 ha pubblicato un articolo insieme ad Alfons Stahlhofen, spiegando meglio l’esperimento che fa "comparire" informazione virtuale a distanza di un metro ed istantaneamente. E’ opinione che, quand’anche fosse dimostrata, la questione non avrebbe nessun effetto pratico per svariate decine d’anni. In questi giorni dovrebbero iniziare ad uscire le prime verifiche della comunità internazionale, a partire dalla rivista Quantum Physics.